IL PROGETTO

Il progetto e la storia dell'iniziativa che ha portato alla creazione del Gruppo Appartamento Dente di Leone

Il gruppo appartamento ha come obiettivo primario il benessere psicofisico dei ragazzi che vi alloggiano.

Gli operatori lavorano, in accordo con i servizi competenti, per favorire quando possibile, il rientro del minore presso la famiglia d’origine.

Qualora ciò non fosse possibile, gli educatori si occupano di accompagnare e sostenere il minore in un diverso percorso progettuale.

Il percorso dell’accoglienza residenziale si caratterizza per alcune fasi e dimensioni specifiche in cui il minore è al centro di una continua attenzione e cura, nella logica dell’accompagnamento e della promozione del suo protagonismo.

Questa accoglienza non è un punto di arrivo, ma una nuova tappa che ha come punto di arrivo la riunificazione familiare oppure l’autonomia individuale o altre soluzioni costruite sul principio del superiore interesse del minore.

Nessuno si sofferma sul periodo di mezzo della vita, quello in cui il bruco lotta per diventare farfalla

Anton Vanligt

Nel caso l’accoglienza sia conseguente ad un intervento di allontanamento e successivo ad azioni di sostegno genitoriale che non hanno dato l’esito sperato è importante presentare con chiarezza al minore e ai genitori le finalità protettive che motivano tale intervento e la continuità con le azioni precedenti nella prospettiva di offrire loro la possibilità di recuperare dimensioni di genitorialità attiva.

Nel caso di minori stranieri non accompagnati, l’accompagnamento avviene nel rintracciare ed individuare figure familiari di riferimento del minore, sia nel proprio Paese di origine che sul territorio italiano, e l’obiettivo si configura come quello di permettere al ragazzo di creare nella nuova realtà territoriale, una rete solida, che sia una base stabile per la creazione del suo prossimo futuro.

I minori stranieri non accompagnati sono spesso portatori di vissuti faticosi caratterizzati da viaggi complessi, incertezza e precarietà del domani, sradicamento delle proprie origini e spesso adultizzazione.

In alcuni casi, per i ragazzi vittime di tratta o fuggiti da guerre e persecuzioni, possono sopraggiungere successivi disturbi post traumatici, che vanno individuati e riconosciuti precocemente, per evitare l’instaurarsi di patologie psichiatriche.

In altri casi, come quelli dei cosiddetti migranti economici, il ragazzo è spesso adultizzato rispetto alla propria età anagrafica, e porta un peso grande di responsabilità nei confronti del proprio nucleo di origine.

  • Obiettivi Affettivi
  • Permettere a ciascun ospite di costruire un’immagine positiva di sé e maturare con il tempo la fiducia nelle proprie capacità facendolo sentire una persona degna di amore, stima e rispetto
  • Favorire capacità empatiche attraverso la condivisione di emozioni e attraverso la narrazione di accadimenti positivi e negativi del proprio vissuto
  • Valorizzare le unicità e le attitudini di ognuno attraverso la ricerca e l’individuazione di ogni tipo intelligenza, anche quelle non generalmente considerate (intelligenza linguistico/verbale, intelligenza visivo/spaziale, intelligenza musicale, intelligenza intrapersonale, intelligenza interpersonale, intelligenza cinestesica, intelligenza logico-matematica)
  • Offrire accoglienza in un ambiente che consenta di apprendere una pratica quotidiana di vita e stimoli l'autonomia e la cura personale
  • Svolgere azioni di recupero di stati di crisi e abbandono temporaneo assicurando assistenza, protezione e partecipazione alla vita sociale
  • Obiettivi Sociali
  • Acquisizione di regole e condotte socialmente condivisibili favorendo il confronto, il dialogo. La cooperazione e la collaborazione con gli altri
  • Condurre l’ospite verso un percorso di inclusione nel contesto sociale del luogo dove è inserita la comunità, evitando in questo modo l’isolamento e la solitudine dello stesso
  • Favorire nel percorso di vita del minore i rapporti con membri della propria famiglia di origine, laddove il PEI lo preveda e l’Autorità Giudiziaria competente lo permetta
  • Sviluppare insieme al minore strategie per la risoluzione dei problemi (problem solving) e guidarlo attraverso un percorso di “empowerment” che gli permetta, gradualmente di acquisire competenze per muoversi adeguatamente in ogni contesto sociale
  • Partecipazione dei minori alla realizzazione di eventi ed iniziative promossi dal Comune
  • Sensibilizzazione dei cittadini della comunità territoriale rispetto alle realtà delle strutture a carattere comunitario, finalizzata alla conoscenza di tali contesti e all’inclusione dei minori nel tessuto sociale
  • Incoraggiare la partecipazione del minore nelle decisioni relative al proprio percorso (inserimento, progetto individuale, dimissione), nella prospettiva dell’acquisizione di autonomia e indipendenza dalle figure adulte
  • Favorire i rapporti con il contesto sociale di riferimento
  • Obiettivi Cognitivi
  • Facilitare la capacità di organizzare il proprio pensiero e compiere operazioni mentali di vario tipo coerentemente con la specifica fase di sviluppo
  • Elaborare insieme al minore un metodo di studio e apprendimento valido per ogni disciplina, basato sulla soddisfazione e gratificazioni dei propri risultati
  • Obiettivi Culturali
  • Promuovere attività di lettura condivisa quotidiana, gite presso musei, mostre e monumenti, organizzazione di cineforum, partecipazione agli eventi organizzati presso i poli culturali del territorio